Iniziamo dicendo che lo scarico è la parte fondamentale della decompressione in un motore 2T ed è strutturato con un'espansione per far defluire i gas più velocemente possibile.
Lo scarico ad espansione, è generalmente composto da:
- Collettore di scarico: ovvero l'attacco dello scarico alla luce di scarico del cilindro;
- Cono: prima parte dell'espansione con foro che aumenta di diametro;
- Espansione: punto di massimo diametro dei coni nonchè fine del cono ed inizio del controcono;
- Controcono: seconda parte dell'espansione con foro che diminuisce di diametro;
- Curva: collettore fra l'espansione ed il silenzaiatore (aiuta anche l'uscita dei gas);
- Silenziatore: terminale Riempito con lana (di roccia o di vetro) per diminuire la rumorosità;
- Staffa o attacco: organo di sostenimento dello scarico: Attacco al carter;
l'espansion può essere anche a più coni infatti nelle marmitte artigianali si ricorre a questo metodo per rendere un collettore, cono, controcono o pancia massima più uniformi possibile.
Lo scarico che utilizzeremo come esemplare sul quale lavorare nella guida è una Top Nardò (modello non omologato all'uso stradale).
Questo scarico è abbastanza prestazionale ed è costruito in abbinamento al GT Top 2plus (viola) ed è quindi adatto a gruppi termici di categoria intermedia.
Ha varie caratteristiche che lo contraddistinguono da altri scarichi:
Essendo abbinabile a GT abbastanza spinti ed a carburatori abbastanza grandi (dal 17.5 su gt originale in poi), è priva di paratie ed ha il collettore smontabile per ottenere una maggiore flessibilitàe un possibile aumento del diametro del collettore (in questo caso si sostituisce l'attacco al cilindro).
Per effettuare le prossime lavorazioni avremo bisogno di:
- Bulloni;
- Benzina;
- Accendino;
- Lana di vetro o di roccia;
- Olio impregnante per lamiera;
- Carta vetrata (Grossa e fine);
- Bomboletta spray "Alta temperatura";
- Vernice resistente alle alte temperature;
- Pasta nera (guarnizione in gomma resistente alle alte temperature);
Gli attrezzi da utilizzare sono sempre gli stessi classici (è consigliabile alverli tutti per non incorrere in spiacevoli sorprese):
- Dremel;
- Flessibile;
- Set di pinze;
- Set di brugole;
- Set di cacciaviti;
- Set di chiavi inglesi;
Su ogni scarico si possono effettuare varie lavorazione per migliorarne più che altro l'estetica in quanto uno scarico con paratie, è stato studiato per rendere al massimo con quella struttura.
1) Lucidatura;
2) Bruciatura;
3) Verniciatura;
4) Sostituzione della lana;
5) Rimozione delle paratie;
6) Rimozione dei diaframmi;
1) Iniziamo con la lucidatura. Questo processo ci permette di rimuovere uno strato di usura o ruggine o incrostazioni esterne. Smontiamo lo scarico: Due viti sulla staffa e due viti al collettore (Per semplificare il processo possiamo anche smontare il silenziatore come è indicato nel punto 5)). Cartiamo abbastanza aggressivamente lo scarico con c.v. grossa per togliere molte incrostazioni e magari anche uno strato di vernice applicata dalla fabbrica. Ripassiamo il tutto altrettanto aggressivamente con c.v. sottile ed insistiamo nei punti dove è rimasto qualche alone per rendere la cartatura omogenea. Con un pennello o un panno, applichiamo lo strato di olio per lamiera in modo da rendere duraturo nel tempo l'effetto della cartatura. Lasciamo lo scarico in un ambiente caldo per un paio d'ore con lo scopo di far assorbire tutto l'olio. Se abbiamo cartato molto al collettore, questo potrebbe assumere colorazioni tendenti al blu con l'usura essendo sottoposto ad'alte temperature.
2) La bruciatura o combustione interna è il processo più semplice ma è anche abbastanza pericoloso; si consiglia quindi di fare avvenire la combustione della marmitta in uno spazio ignifugo. Dove è possibile, si toglie il silenziatore per non bruciare la lana di vetro. Prendiamo la marmitta e la fissiamo con una corda ben robusta ed un'attacco resistente con la curva rivolta verso il basso ed il collettore verso l'alto. Tappiamo bene l'attacco del silenziatore per non far uscire la benzina; riempiamo lo scarico di benzina e gli diamo fuoco dal collettore. Se possibile lasciamo lo scarico a "bruciare" per una notte e la mattina dopo con qualche scossone, dovrebbero fuoriuscire dei prodotti di rifiuto carbonizzati. Questa procedura serve infatti per rimuovere un'eventuale sporcizia nell'espansione senza doverla aprire.
2) bis. Un alternativa meno radicale è quella di riempire lo scarico (sempre tappato dell'attacco al silenziatore) di gasolio e una trentina di bulloni. I bulloni sbattono contro le pareti ed insieme al gasolio ha un'azione disincrostante più che altro sulle incrostazioni dovute all'olio ed infine il gasolio porta fuori dall'espansione la sporcizia. Il colore del liquido dovrebbe essere nero. Ricordiamoci di rimuovere tutti i bulloni magari tenendo il conto.
1)
immagini visibili ai soli utenti registrati
2)
immagini visibili ai soli utenti registrati
3)
immagini visibili ai soli utenti registrati
4)
immagini visibili ai soli utenti registrati
5)
immagini visibili ai soli utenti registrati
3)La verniciatura è un processo semplicissimo. Questo processo va eseguito a scarico smontato e silenziatore smontato dall'espansione. Dobbiamo cartare lo scarico con carta vetrata grossa o meglio con una spazzola di ferro e ripassare il tutto con carta vetrata sottile per creare una conformazione adatta all'ancoraggio della vernice. La vernice deve essere ad'alta temperatura altrimenti anche alla prima accensione vedremmo già la vernice colare. Lasciamo lo scarico a riposo per 5-6 ore in modo da far aderire perfettamente la vernice. Si consiglia di verniciare in un ambiete caldo per aiutare l'ancoraggio.
4) Questo punto prevede di cambiare la lana di vetro nel silenziatore e di conseguenza, questo dovrà essere separato dalla espansione per facilitarne la lavorazione. Le cause che ci portano a questa lavorazione sono l'eccessiva rumorosità del mezzo.
Il terminale si pò togliere anche con lo scarico montato al motore quindi non è necessario smontare completamente la marmitta. Questa operazione è molto semplice: si tolgono i dadi che tengono il silenziaore attaccato alla piastra finale della curva (generalmente sono tre come nella Nardò di prova ma possono essere anche due (Es: Yasuni) o quattro (Es: Leo Vince V6). in alcune marmitte non sono presenti le viti; queste sono rimpiazzate o ausiliate da una molla o da una guaina in gomma (Es: Polini)) e di conseguenza si toglie il bullone che fissa una ghiera di sostegno posta sopra l'espansione.
immagini visibili ai soli utenti registrati
Una volta smontato lo divideremo in quattro parti nel seguente ordine:
- Piastra di chiusura finale;
- Corpo cilindrico del silenziatore (vari materiali: Aluminio, kevlar, fibra di carbonio);
- Lana di vetro o di roccia (da sostituire);
- Anima;
immagini visibili ai soli utenti registrati
Sotto abbiamo una foto di una confezione di lana di vetro Polini (il costo è di 8€):
immagini visibili ai soli utenti registrati
Per rimuovere o rimettere la lana di vetro è consigliabile l'uso di guanti per via dei filamenti di lana che se respirati possono causare danni anche gravi e sono molto diffici da lavare via dalle mani. Se non si è gia sfilata durante lo smontamento dei vari componenti del silenziatore, sarà attaccata al cilindro di chiusura. Rimuovere completamente tutta la lana usurata e pulire i componenti avendo cura di rimuovere l'unto. A questo punto avvolgiamo la nuova lana all'anima (forellata) e la comprimiamo in moto che sia più fitta possibile. Mentre la teniamo compressa con una mano, infiliamo l'anima e la nuova lana nel cilindro di chiusura. Rimontiamo anche la piastra di chiusura che ci permetterà di fissare il silenziatore alla espansione nello stesso modo in cui lo abbiamo staccato.
1)
immagini visibili ai soli utenti registrati
2)
immagini visibili ai soli utenti registrati
3)
immagini visibili ai soli utenti registrati
4)
immagini visibili ai soli utenti registrati
5)
immagini visibili ai soli utenti registrati
6)
immagini visibili ai soli utenti registrati
Nel caso ci fossero sfiati alla fine o all'inizio del silenziatore, oppure sul collettore, dobbiamo utilizzare la pasta nera o pasta rossa (due tipi simili di guarnizioni gommose resistenti alle alte temperature di uno scarico);
5) Questo è il punto più inutile ma questa guida vuole essere chiara con tutti su quanto è possibile fare ad uno scarico. Per l'eliminazione delle paratie (si intendono speciali camere poste nell'espansione per) bisogna aprire lo scarico. Armiamoci di flessibile ed incominciamo a tagliare lungo la linea già saldata che unisce espansione a cono o espansione a controcono a scelta del settore in cui si vuole rimuovere le camere.
Per rimuovere le paratie si deve usare il Dremel facendo attenzione a non bucare la lamiera dell'espansione essendo questa molto sottile; lo stesso accorgimento per il momento di chiusura in cui andremo a saldare nei punti in cui avevamo tagliato con il flessibile.
Ora la nostra marmitta non ha più paratie: il rumore è aumentato e le prestazioni sono diminuite in quanto siamo andati a rovinare un diagramma costruito tenendo conto della presenza delle paratie.
6) Per essere omologati, gli scarichi devono limitare le prestazione del motorino a 45 km/h. E' per questo che le aziende devono applicarvi dei diaframmi. Nel 90% dei casi la strozzatura è al colletore e si tratta proprio di una rondella saldata alle pareti in due punti (questa saldatura è molto debole per facilitare la rimozione del diaframma in quanto è presente solo per motivi legali). Nel restante 10% dei casi, vi è una seconda strozzatura all'inizio dell'anima nel silenziatore ed è sempre saldata abbastanza debolmente (Es. Yasuni). Per rimuovere questi fermi abbiamo bisogno soltanto di un cacciavite anche se per fare un lavoro fatto bene sarebbe necessario il Dremel. Con il cacciavite si fa leva su una delle due estremità della rondella affinchè la saldatura non si spezzi (Facciamo attenzione a non far cadere la rondella-diaframma nel collettore perchè sarebbe davero difficile da togliere.). A questo punto potremo dire di aver tolto il diaframma ma sono rimasti i fondi di saldatura spezzati ed è per questo che li andremo a pareggiare con il Dremel. A questo punto abbiamo un'espansione pronta per essere sfruttata al 100% delle sue potenzialità.
Spero che questa guida sia stata utile a voi Tinga!
Ps. Posterò le foto di alcune lavorazioni. Avevo solo fretta di postare la guida!