La Community Ting'Avert
Sognando i viaggi in solitaria
Scritto da LucaRs125 - Pubblicato 14/08/2007 15:07
Voglia di vivere la moto da solo! Con questo pensiero mi sono presentato ai miei genitori chiedendo loro se potessi intraprendere una “mini scampagnata” fuori di casa.

Andare verso "lande desolate", che poi tanto desolate non sono, ma nemmeno tanto lande se è per questo.

I miei genitori oramai si erano abituati alle uscite in moto che facevo con i compagni del tingavert, all'uscita in pista. Infatti la loro prima risposta fu positiva.

Peccato che poi, come tutti i genitori, mettano sempre quella fastidiosissima frase: "Luca, con chi vai a fare il giro?"

E io che non so mentire, ma dire solo mezze verità, questa volta la dissi per intera la mia verità: "Ovviamente da solo"

Questa risposta non fu accettata come tale, e subito scattò il divieto, ma mi fu dato un suggerimento valido per un bel giro: Fare il giro del palazzo.

Preferisco non commentare questo suggerimento. @#$!#@#!X&$@#%@

E allora capii come realmente cambia il modo di intendere la moto.

Mia mamma lo vede come un mezzo di morte (grattugiata collettiva)

Mio padre lo vede come un mezzo da divertimento

Io invece mi sono accorto di vederlo come un mezzo trasversale.

Il mio voler andare da solo in moto non lo si deve intendere come un'apatia o come una frattura con un gruppo, ma soltanto come un momento di ricerca spiritual-metafisico.

Questo tipo di giro in solitaria permette di riflettere, cosa che oggi non tutti fanno, ti permette di distendere la pelle tirata che hai durante la settimana.

Insomma un momento di puro godimento: Tu, la moto e il "nulla".

Del resto le belle curve si possono anche godere andando piano (si, reo confesso... sono un fermone :D) o sbaglio?

Così mi tocca aspettare l'indipendenza.

E forse è proprio questo ciò che rappresenta per me un viaggio da solo, un' indipendenza che a ogni età si cerca di ottenere, o di spostare oltre il proprio vecchio limite.
 

Commenti degli Utenti (totali: 6)
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Commento di: pietra695 il 15-08-2007 12:11
leggendo il tuo post mi sono detto: cavoli ma l'ho' scritto io? ebbene si il tuo modo di vivere la moto e' uguale al mio nella maggior parte delle uscite che faccio.vivere la moto a volte "soli" e' tutta un'altra cosa,con questo non voglio dire che sia piu' o meno bello che viverla assieme ad altri ma e' per me un momento di vero relax.
Commento di: LucaRs125 il 15-08-2007 13:16
direi che hai colto appieno il mio articolo :D
Commento di: streghetta59 il 16-08-2007 20:00
Non so quanti anni hai ma mi pare di capire non molti, da permetterti l'indipendenza... che comunque si conquista anche oltre i 18 fatidici anni... Posso dirti, a tuo favore, che condivido il modo di viaggiare che hai, in solitaria - oltre ai viaggi di gruppo - perchè sono quelli che prediligo. Sto sola con me stessa tutto il tempo, penso, canto guardo la strada, i paesaggi e... quando voglio fermarmi lo faccio e basta, due parole con un barista, in pausa caffè e sigaretta, o con il tipo dell'alimentari che mi prepara un panino se ho fame..... Quando voglio fare due curve cerco un bel posto e vado. Certo i viaggi di gruppo coi tingavertiani sono bellissimi, e sto imparando ad affrontare diversi passi, con il loro aiuto, ma spesso parto da sola e vado.... non ha importanza, dove, ma COME viaggio.
Il mio sogno nel cassetto è andare in Olanda, tra un anno, a trovare mia cugina e, quando sarò pronta, metterò un topic dicendolo sul forum, se ci sarà chi si aggrega, faremo viaggio (o parte del viaggio) assieme, altrimenti parto da sola.
Ho 48 anni, sono una mamma, sono cosciente di quello che faccio e cerco sempre di usare giudizio in tutto (meno male non sempre..... ).
Le amiche di mia figlia le dicono, a volte: che ganza che è la tu mamma...
Spero che i tuoi capiscano che non sei un "asociale" se vuoi stare solo...
Un abbraccio.
Paola
Commento di: Bruce_ZR7 il 18-08-2007 10:45
Potendo scegliere, ho sempre viaggiato da solo. I motivi... diciamo che sono tra quelli che non soffrono la solitudine...
Il primo "viaggio lungo" su 2 ruote: 16anni, in bici da Rovigo a Schio, pernottamento e ritorno.
Mia madre si svegliò alle 4 di mattina per tentare l'ultima volta di farmi desistere. Partii talmente arrabbiato, innervosito, affranto, insicuro, terrorizzato da quella discussione che quasi mi misi a piangere per strada. Mi sentivo il figlio più ingrato ed incoscente della galassia. Non desistii però, era un viaggio per scoprire i miei limiti fisici ed emotivi.
Al mio ritorno scoprii che il mondo familiare non era crollato, anzi... ero vivo, cresciuto, appagato, ed i miei lo apprezzavano.
Da quella volta è sempre così, la mattina della pertenza mia madre si alza presto per "vedermi partire". Nel giro di mezz'ora arriviamo alle parolacce ed esco sbattendo la porta. Quando mi chiama alla sera poi la pace è ristabilita e mi fa gli auguri per il resto del viaggio.
In quanto madre vorrebbe accompagnarmi ovunque e proteggermi, è normale e fa di tutto per raggiungere lo scopo, ma dopo la sfuriata del mattino sa anche lei che il viaggio serve a me se non altro per farmi felice. Così mi lascia andare perchè io faccia esperienze e cresca, seppure a malincuore per via della moto. Teme più di tutto la moto, ma me l'ha regalata lei dicendo: "Vedo che ami così tanto questa cosa che, benchè io abbia terrore al vederti salire, non saprei in quale altro modo farti più felice ora..."

Non desistere!
Commento di: Desmo74 il 18-08-2007 13:11
Ho letto il tuo articolo e, come già molti di noi ti hanno espresso, mi sono rivisto nei tuoi panni allorquando supplicavo i miei di lasciarmi oltrepassare in moto la soglia del G.R.A. (grande raccordo anulare di Roma), quasi come se, oltre quella lingua di cemento, vi fosse l'oblio.
Tuttavia, alla luce della tua giovane età, non mi sento di biasimare i tuoi genitori. Come loro, anche i miei hanno sempre cercato di evitare che trascoressi, "più del necessario", del tempo sulla moto e, quando proprio non riuscivano ad impedirmelo, volevano sapere sempre con chi uscivo e dove rintracciare i rispettivi genitori.
Figurati se dicevo: vado a vedere come sono i passi che ci sono in abruzzo...
Il tuo è un desiderio lecito, bello e sicuramente indicativo di una grande e sana passione per le due ruote. Ciò ti fa onore.
Ogni grande o piccolo progetto, però, ha i suoi tempi e se questi si realizzassero con tanta facilità, scemerebbe anche il fascino che esercitano.
In definitiva ti consiglierei di portare pazienza, di attenedere che i tuoi siano in grado di rispettare le tue scelte, piuttosto che percorrere la via della menzogna. Per certi aspetti, ritengo che essere motociclista voglia anche dire essere corretti, leali e rispettosi di chi circonda.
Vedrai che i tuoi, un giorno più vicino di quanto tu creda, capiranno le tue esigenze.
Nel frattempo prepara il "Tuo Viaggio", scegli con cura il percorso, guarda lungo l'itinerario dove potresti fermarti per una sana "pappata"...
Quando sarai pronto per partire, allora raccoglierai tutte le soddisfazioni che oggi ti sembrano sfuggirti.
P.s. il percorso, mi raccomando, che sia pieno di curve!!!!
Commento di: Nemo-R il 19-08-2007 13:56
Luca, anch'io ho avuto l'RS 125 e mi sono divertito da PAZZI..ora ho un Suzuki GSX-R750,ti lascio solo immaginare....
Ti voglio dare un consiglio molto importante: non perdere MAI l'AMORE viscerale che hai per "Lei", portatelo dietro perchè sarà colei che troverai proprio quando ne avrai bisogno.
Molti,anche chi ti conosce,non lo capiranno MAI..solo tu puoi,quando apri il gas e l'unica musica che senti è il rombo....
SE VORRAI non lo perderai perchè non perderai (purtroppo) mai i problemi....cioè....io sono così estasiato e concentrato nella piega che ogni mio neurone è impegnato a calcolare traiettorie,valutare ogni singolo granello di sabbia sulla strada..e TUTTO il resto viene messo da parte....
Altro consiglio:usa questo tempo per conoscerla ancora di più,e ti assicuro che non è mai abbastanza,e quando poi potrai passare ad una classe nettamente superiore (come ho fatto io) non avrai problemi, sarà come averla portata da sempre!

E fregatene dei cog***ni che giocano al moto GP per strada: tu avrai la padronanza della tua "donna" e se vorrai (cosa da NON fare ma devo dirla per "giustizia") li svernicerai tutti perchè conoscerai i veri limiti in piega ed agilità...!

Non ho altro da dirti,hai già capito tutto...lo so!